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Monday, 1 March 2010

Donne, auguri. Credo ce ne sia bisogno!

Immagino si sprecheranno, tra circa otto giorni, le iniziative per celebrare l'8 marzo, fatidica Festa della Donna! Più che sprecarsi, siamo al delirio. Una chicca? Cena con menu speciale (il costo non è dato sapersi) e con una maggiorazione di 26 euro hai uno spogliarello maschile priveè. Ahpperò!
In tutta verità la proposta mi imbarazzerebbe parecchio e non perché sia bacchettona. Vada per la cena, d’accordo. Lo spogliarello, se ha da venì, che avvenga in privato e possibilmente non all'interno di in un locale.
Diciamo che la festa ha origini ben più nobili di quelle che usiamo rimembrare. Risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile “Cotton” scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno, morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta - da Rosa Luxemburg - come giornata di lotta internazionale a favore delle donne proprio in ricordo della tragedia.
A distanza di 102 anni, tutto si è evoluto e altrettanto perduto.
La festa della donna, oggi, è un bailamme di messaggi strillati e stereotipati, del tipo: truccati e vestiti così, sarai più seducente. All’uomo, per lo più, consiglia quali fiori acquistare, le frasi più eclatanti da “recitare”, i locali migliori (vedi sopra) in cui andare, i gioielli “a la page” da regalare… per farci sapere quanto siano innamorati di noi e felici di essere l’unico (s)oggetto del loro desiderio.
Insomma, abbiamo sgretolato, in poco più di 100 anni, un pezzo di storia importante che a gran voce cercava di difendere i legittimi diritti delle pari opportunità e di rivendicare uno stato sociale più umano per un lavoro che fosse veramente uguale per tutti/e.
Anche qui ci sarebbe molto da dire. Ma è un’altra storia, e non è tinta di rosa.
E in SL? Che succederà? Non ho particolari ricordi di questa ricorrenza. E a dirla tutta credo me ne importi ben poco. Posso mai esimermi, comunque, dal fare gli auguri alle avatarine che leggeranno questo blog? Mi è andata bene. Si contano sulle dita di una mano. Passo e chiudo.

2 comments:

  1. se mi trasformo in donna mi fai gli auguri?
    Mi metto il kilt, un paio di poppe finte e detaccho i mie peli (sai quanto ne vado fiero ...)
    Da parte di eLa auguri "DONNA" choisina, auguri oggi ed anche domani ed auguri dopo l'otto marzo per tutti i giorni che rimangono prima della nuova festa della donna nell'anno seguente ... ad esclusione proprio di quel giorno così retorico.

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  2. E visto che lei legge in questo blog ne approfitto per fare gli auguri alla Signora Cla!
    un intero ramo di mimose ricchissimo di fiori del peso di oltre 15 kg che possa appuntarselo sulla giacca e se non le riesce lo può infilare dove vuole per poterlo esibire con grazia ... :-D

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